Curriculum

 

Antonio Teti è nato a Lanciano (Ch) il 27 ottobre 1964. Si è laureato in Economia e Management (110/110 cum laude) presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. 
Nella stessa università ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca (Ph.D.) in Economics and Business con una ricerca innovativa sulla Technology Intelligence.

È Responsabile del Settore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica dell'Università di Chieti-Pescara nonché Responsabile per la Transizione Digitale.

Nella stessa università è docente di:

  • di Informatica Aziendale al Corso di Laurea Triennale di Economia e Management;
  • di IT Governance e Big Data al Corso di Laurea Specialistica di Economia e Management;
  • di Data Science e Technology Intelligence al Corso di Laurea Specialistica in Digital Marketing.
  • di Cyber Security al Master di I° livello in Blockchain Economy del Dipartimento di Economia Aziendale.

È altresì docente:

  • di Cyber Espionage e Cyber Counterintelligence al Master di II° livello in Cyber Security intraschools della LUISS – Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “Guido Carli” di Roma;
  • di Cyber Intelligence al Master di II° livello in Intelligence dell'Università della Calabria.
  • di Cyber Intelligence al Master di II° livello in Scientific Intelligence – Behavioral Sciences and Homeland Security del Link Campus University di Roma;
  • di Cyber Intelligence al Corso di Analisi Criminale di II° livello della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia di Roma.

È stato docente di Tecnologie di persuasione nel Cyberspazio al Corso di Laurea Magistrale di Psicologia Clinica e della Salute dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, al Master Digital Heritage Cultural Communication Through Digital Technologies dell'Università La Sapienza di Roma e al Master di Criminologia e Psicologia Investigativa dell'Università di Foggia.

E' stato docente al Master di Sicurezza Informatica e Investigazioni Digitali dell'Università di Teramo. E' stato docente di informatica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e invited speaker all'Università Politecnica di Valencia. E' Presidente Onorario della Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche (SISIT), member dell'Associazione Informatica per il Calcolo Automatico (AICA), Accademico della European Academy of Sciences and Arts e member della New York Academy of Sciences e della Association for Computing Machinery (ACM). E' stato Vice Presidente dell'Associazione Informatici Professionsiti (AIP).  

Nel 1985, durante il periodo di leva consegue una Specializzazione in Trasmissioni Radio e Cifratura Dati presso la Scuola Militare delle Trasmissioni dell’Esercito di San Giorgio a Cremano (Napoli). Subito dopo il congedo inizia la sua attività professionale con la Olivetti System and Network Spa e dopo aver conseguito tre raise professional certifications in Information Technology presso la ELEA Knowledge Integration a Firenze, svolge per oltre nove anni le mansioni di Programmatore Junior e Senior, Analista Programmatore e infine Sistemista, maturando una rilevante esperienza nel settore del systems engineering e nella progettazione di sistemi informativi gestionali a livello nazionale.

Nel 1994, entra a far parte del C.I.R.S. (Centro Informatizzazione, Ricerca e Servizi) dell’Università degli Studi "G d'Annunzio" di Chieti-Pescara, svolgendo mansioni di System and Network Administrator specializzandosi, nel corso degli anni, nella gestione di reti geografiche e sistemi informativi avanzati.

Nel 1995 è tra i primi, sul territorio abruzzese, a diffondere la cultura dell’utilizzo della rete Internet mediante seminari e corsi di formazione svolti presso l’università teatina, scuole, strutture pubbliche e private.

Dal 1995 fino al 2000 ricopre numerosi incarichi all’interno dell’Ateneo: progettazione e direzione lavori per cablaggi strutturati di reti Lan e Wan, responsabile tecnico-commerciale del progetto di connessione ad internet "Nettuno" in collaborazione con il CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico per l'Italia Nord-Orientale), ideazione, progettazione e realizzazione del “Sistema Informativo Documentale” (S.I.D.) degli Uffici Amministrativi del Rettorato, direzione del Centro Servizi Informatici Interfacoltà del C.I.R.S., responsabile della Macroarea Automazione Uffici Amministrativi dell'Ateneo. Sin dal 1995 inzia la sua attività di docenza presso l’Ateneo teatino, assumendo, nel corso degli anni successivi, collaborazioni e incarichi di insegnamento presso aziende pubbliche, private, strutture governative ed università nazionali e europee, tra cui:

  • Università "G.D'Annunzio" di Chieti e Pescara;
  • Università di Teramo;
  • Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma;
  • Università della Calabria;
  • Università Politecnica di Valencia;
  • Università Politecnica di Madrid;

Nel 2001 è nominato componente dell’I.C.T.S. (Information and Communication Technology Service) della Direzione Generale dell’Ateneo e si occupa di progettazione e consulenza, ad ampio spettro, nel settore ICT.

Nel 2002 partecipa alle selezioni tecnico, pratiche, attitudinali e psichiche come Responsabile dei Sistemi Informativi dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana/Italian Space Agency) classificandosi al 2° posto su 40 candidati.

Nel 2003 diventa responsabile del Centro di Competenza ECDL/EUCIP dell’Università occupandosi di alta formazione nel settore informatico. In quegli anni assume il coordinamento di numerosi corsi di alta formazione assumendo anche il ruolo di docente in diversi corsi di formazione universitari. Nello stesso anno viene nominato responsabile ICT per l’Ateneo di Chieti e Pescara del Progetto CampusOne del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. Ancora nel 2003 assume l’incarico di consulente del CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies) a Bruxelles con il compito di occuparsi di certificazioni professionali informatiche. Da quel momento si occupa della progettazione e sviluppo della certificazione professionale europea EUCIP (European Certification of Informatics Professionals). L’obiettivo del CEPIS è di creare un percorso formativo per informatici professionisti che unifichi le metodologie didattiche e le materie trattate nei diversi corsi di laurea delle universit� europee che si traduca in una certificazione unica e valida per tutti i paesi della CEE.

Nel 2004 attiva la sperimentazione del primo corso universitario in Europa, presso l’Università di Chieti-Pescara, basato sulla nuova certificazione professionale EUCIP e certifica, per primo a livello europeo, i primi “informatici europei” italiani.

Nel 2005 è autore del primo corso di formazione a distanza (F.A.D.) per professionisti informatici che intendono conseguire la certificazione EUCIP. Viene realizzato in collaborazione con Opera Multimedia mediante l’utilizzo di moderne metodologie e-learning.

Nel 2006 dopo aver ricoperto l’incarico di responsabile provinciale e regionale, viene nominato Vice Presidente Nazionale dell’AIP/ITCS (Associazione Informatici Professionisti/Italian Computer Society) nonchè Direttore del settore Alta Formazione dell’Associazione, cariche che ricoprirà fino giugno 2008. Sempre nel 2006 è responsabile del settore Information System del Master universitario “Business and Information System Analyst” della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Dopo molteplici sperimentazioni di percorsi formativi specialistici sull’ICT condotti nell’ultimo decennio, è stato tra gli ideatori, nonchè componente del Comitato Tecnico e Scientifico del Corso di Laurea “Scienze della Comunicazione Aziendale e delle Tecnologie Informatiche” dell’Università di Teramo, percorso formativo tra i più innovativi in Europa nel settore ICT.

Nel 2007 assume l’incarico di External Verifier per l’Italia dalla ECDL Foundation di Dublino per il programma “Health”, certificazione innovativa elaborata in collaborazione con la britannica National Health System e l’American Medical Informatics Association e rivolta a tutti gli addetti del settore sanitario per l’utilizzo di strumenti informatici avanzati.

Nello stesso anno, gli viene conferito, dall'Associazione Informatici Professionisti, il Premio “Leonardo Fibonacci” per "l’impegno profuso per la comunità informatica in Italia".

Nel 2008 gli viene conferita la carica di Presidente Onorario della SISIT (Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche).

Nel 2009 gli viene conferito, con motivazione di merito, il titolo di Accademico Ordinario dalla Pontificia Accademia Tiberina, dal 1813 rinomato Istituto di Cultura Universitaria e di Studi Superiori a cui sono appartenuti eminenti cattedratici universitari, scienziati, studiosi di fama mondiale, letterati, artisti, che abbiano dato lustro, con il loro sapere, al proprio Paese e la cui attività scientifica abbia superato anche i confini della Patria. L'Istituto può annoverare tra i suoi iscritti ben cinque porporati poi proclamati Papi (Pio VIII, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, Pio XII) e nomi illustri come Alessandro Manzoni, Renè de Chateaubriand, Benedetto Croce, Vincenzo Bellini, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Antonio Canova, etc.

Nel 2010 gli viene conferito dall'Accademia delle Scienze di San Marino, il Premio Accademico d'Onore scientifico "Guglielmo Marconi", per essersi distinto in ambito accademico-scientifico a livello internazionale.  Il Premio Guglielmo Marconi viene concesso periodicamente, su parere del Consiglio Accademico e sentito il parere del Consiglio Scientifico, a eminenti studiosi italiani o stranieri meritevoli di questa particolare distinzione accademico-scientifica, che abbiano dimostrato attraverso opere, pubblicazioni, meriti professionali, culturali, sociali, artistici, politici e industriali di avere i requisiti opportuni per l'ottenimento del Premio onorifico. Con lui, viene insignito dello stesso premio anche il Professore Emerito Ferdinando Taddei, già Rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Modena e Reggio Emilia. Il Premio è stato conferito personalmente dal nipote dell'illustre scienziato, Principe Guglielmo Giovannelli Marconi.

Nello stesso anno, gli viene conferita dal Presidente Giorgio Napolitano, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.)

Nel 2011 all'Università di Salisburgo, gli viene conferito il titolo di Accademico della European Academy of Sciences and Arts. Nel 2011 è stato l'unico italiano ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento, insieme ad altri insigniti provenienti da Germania, Spagna, Austria, Bielorussia, Svizzera, Stati Uniti. L'Accademia è composta da 1400 scienziati, ricercatori, filosofi, studiosi e artisti provenienti da Europa, Asia e Stati Uniti, tra cui si contano ben 29 premi Nobel. Sono solo 65 gli accademici italiani che fanno parte della prestigiosa struttura. Tra i componenti si annoverano l'attuale Papa Benedetto XVI, Rudolf Schuster, Carlo Azelio Ciampi, Helmut Kohl, Juan Carlos di Borbone, il Principe Jean di Lussemburgo, Il Principe Filippo del Belgio, Romano e Paolo Prodi, Mario Monti. 

A novembre dello stesso anno, al Politecnico di Torino, in occasione del 50° Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico (AICA), gli viene conferito il premio EUCIP Champion, riconoscimento europeo concesso a professionisti informatici dotati di competenze di altissimo livello, che si sono particolarmente distinti nel settore dell'Information Technology anche al di fuori dei confini nazionali. Sono solo 23 i professionisti europei che possono fregiarsi di questo riconoscimento e tra di essi spicca il nome di Federico Faggin, primo nel 2008 ad essere insignito del titolo e noto a livello mondiale per essere l'inventore del primo microprocessore. La specializzazione assegnata a Teti è stata quella di "IT Security Adviser" e gli è stata conferita da Prof. Bruno Lamborghini, docente dell'Università Cattolica di Milano e Presidente dell'European Information Technology Observatory (EITO).

Dal 2013 è responsabile dell'Area Servizi Informatici-Settore Applicativi per le Risorse Umane, Carriere, Personale, Stipendi e Contabilità dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti-Pescara.

A dicembre dello stesso anno, a L'Aquila, presso l'Auditorium del Parco, gli è stata conferita da AGICA (Appuntamenti Giornalieri Cultura Abruzzo), la Targa al merito nella Cultura dell'Eccellenza "Abruzzesi eccellenti nel mondo".

Nel 2014 il  Principe Carlo di Borbone, con decreto del 19 marzo, gli ha conferito l'onorificenza di Commendatore di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

A maggio dello anno gli viene conferito, sotto l'egida dell'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), il premio "Abruzzo Academy Foundation IT Security Prize 2014" della Fondazione Accademia d'Abruzzo. Nello stesso mese, gli viene conferito il premio "Aquila Reale" da ASSOIMPRESA, Associazione per l'Impresa Italiana.

Nel 2015 gli viene conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.).

Dal 2018 è responsabile del Settore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica della Divisione 9 - Informatica, Sistemi Informativi Didattica, Ricerca e Carriere Studenti.

E' professional member della statunitense ACM (Association for Computing Machinery), con la quale collabora in ricerche sul management of computing and information system. E’ membro della New York Academy of Sciences (NYAS), dell’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico) per la quale collabora con il gruppo di progettazione e sviluppo delle certificazioni professionali informatiche europee del CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies). Qualificato esperto di sicurezza di sistemi informativi è certificato ICT Security Auditor ISO27001:2005.

E' qualificato esperto di armi e balistica e da anni si occupa dello studio delle tecnologie informatiche avanzate, applicate al settore della difesa. Nel 2007 ha effettuato studi e ricerche sul progetto innovativo “Soldato futuro” dell’Esercito Italiano e sul progetto “Land Warrior” dell’Esercito degli Stati Uniti, pubblicando diversi articoli inerenti le diverse tecnologie utilizzate.

E' consulente informatico della Guardia di Finanza e Consulente Tecnico di Ufficio di diverse Procure italiane. E' l’ideatore del seminario formativo nazionale ICT Security Day, che si tiene ogni anno in Abruzzo e che rappresenta il maggiore evento nel centro-sud Italia per la sicurezza informatica.

Autore di molteplici pubblicazioni, tra i suoi libri più diffusi e adottati da diverse università italiane, si citano:

  • "EUCIP – Il manuale per l’informatico professionista" – U.Hoepli, 2005;
  • "Business and Information System Analyst – Il manuale per il Manager IT" – U.Hoepli, 2007;
  • "Network Manager – Il manuale per l’Amministratore di Reti e Sistemi" – U. Hoepli, 2007;
  • "Management dei servizi IT: dal modello ITIL all’ISO/IEC 20000" – Il Sole24 ORE, 2008;
  • "Manuale di investigazione criminale" (Criminal Investigation handbook) - NSTECNA Edizioni, 2008;
  • "Sistemi Informativi per la sanità - ECDL Health" – Apogeo, 2009;
  • "Il futuro dell'Information & Communication Technology - Tecnologie, timori e scenari futuri della global network revolution" - Springer, 2009 (premiato nel 2010 alla XXV edizione del Premio Nazionale Histonium di poesia e narrativa);
  • "La sicurezza nei sistemi informativi sanitari" - Edisef, 2010;
  • "PsychoTechIl punto di non ritorno - La tecnologia che controlla la mente" - Springer, 2011 (premiato nel 2013 alla 19° edizione del Premio Letterario Internazionale "Penna d'Autore" tra i finalisti di prima fascia nella categoria narrativa e saggistica);
  • "Servizi segreti, Intelligence e Geopolitica" - Edizioni Nagard, 2012;
  • "Il potere delle informazioni. Comunicazione globale, Cyberspazio, Intelligence della conoscenza" - Il Sole 24 Ore, 2012;
  • "Technology Intelligence. Ottimizzazione delle tecnologie aziendali" - Pearson, 2013;
  • "Open Source Intelligence & Cyberspace. La nuova frontiera della conoscenza" - Rubbettino, 2014.
  • "Lavorare con i Big Data. La guida completa per il Data Scientist" - Tecniche Nuove, 2017;
  • "Cyber Espionage & Cyber Counterintelligence. Spionaggio e Controspionaggio Cibernetico" - Rubbettino, 2018.
  • "Virtual Humint. La nuova frontiera dell'Intelligence" - Rubbettino, 2019.

Particolare interesse ha suscitato il testo "Management dei servizi IT", edito dal Sole 24Ore nel 2008, che ha riscosso un notevole successo di pubblico per le tematiche particolarmente innovative trattate, e per la prefazione che porta la firma autorevole del Senatore Lucio Stanca (già Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie) che afferma testualmente "...La pubblicazione di Antonio Teti tocca un aspetto essenziale per lo sviluppo delle tecnologie digitali nel nostro Paese: quello di saper affrontare la grande discontinuità del passaggio dalla fase, ormai storica, dell'informatizzazione a quella di un'innovazione diffusa."

Il testo "Il futuro dell'Information & Communication Technology", pubblicato nel 2009, la cui prefazione porta la firma di Fernando Piera Gòmez (Vice Presidente dell'Asociaciòn de Tècnicos de Informàtica di Spagna), e premiato nel 2010 in occasione della XXV edizione del Premio Nazionale Histonium di poesia e narrativa, ha ottenuto le seguenti recensioni internazionali:

Nuove tecnologie oggi stanno prendendo il sopravvento,altre, in fase sperimentale, diventeranno mature a breve. In questo contesto c’è una esigenza forte, a cui il libro di Antonio Teti risponde in modo inappuntabile: fare ordine su tutto quello che e’ stato fatto, facendo evolvere i sistemi e le applicazioni verso le tecnologie più moderne in modo strutturato. […]Conoscendo personalmente Antonio Teti, di cui ho apprezzato la professionalità e l’estrema concretezza, sono più che mai convinto che il quadro nitidamente rappresentato nel libro sia il modo migliore per descrivere un mondo in cosi veloce evoluzione.”

Gianfranco Previtera - Vice President Strategic Initiatives, IBM Italia SPA

Con la consueta metodicità e precisione tipica, oltre che dell’esperto anche di chi è appassionato dell’argomento, Antonio Teti ci conduce nell’esplorazione – storica, presente e futura - di alcuni tra i principali segmenti di cui si compone l’ICT […]Ricco di dati e arricchito da un corollario di note di precisazione e di descrizione terminologica, il lavoro di Teti guida il lettore in un percorso di approfondimento e sistematizzazione della complessa galassia delle tecnologie Ict, non dimenticando di inoltrarsi verso nuove frontiere – Web 3.0, gli sviluppi dell’hardware, dal web ranking al social software – sempre con la chirurgica precisione di chi, studiando l’argomento, non vuole lasciare nulla alla genericità.”

Stefano Uberti Foppa, Direttore della rivista ZeroUno, Next Editore

Con questo libro, Antonio Teti ha realizzato un’opera di straordinario interesse, delineando con grandissima lucidità, uno scenario chiaro ed inequivocabile delle tendenze dell’Information Technology per il prossimo futuro, senza tuttavia tralasciare le possibili implicazioni che le stesse potrebbero generare nella società moderna. Il libro illustra con ineguagliabile lungimiranza, gli sviluppi della new wave dell’ICT, che sta determinando la nascita del nuovo protagonista dell’era moderna, meglio noto come “individuo digitale.”

Manuel Rodenes Adam, Professore, Università Politecnica di Valencia

Nel libro "PsychoTech, il punto di non ritorno", pubblicato da Springer, la prefazione è curata da B.J. Fogg, noto psicologo sperimentale considerato dalla rivista Fortune come uno dei dieci "Guru" da conoscere. Direttore del Persuasive Technology Lab della Stanford University e docente nella stessa università, presso il Dipartimento di Informatica alla School of Education, in riferimento al testo, asserisce "Questo libro esplora i temi più importanti sul progresso delle tecnologie applicate alla vita dell’uomo, con un particolare riferimento alle possibili sinergie con la psicologia umana e le metodologie di condizionamento sugli esseri umani, senza tralasciare i possibili effetti e conseguenze che possono (o che potrebbero) avere sugli individui, sui popoli, sulla conoscenza e quindi sulla cultura mondiale. La mia speranza è lettore possa utilizzare tutto ciò che è ampiamente e magistralmente trattato in queste pagine, non solo per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, ma anche per consentire di renderlo più consapevole del suo protagonismo in quel processo di miglioramento del mondo in cui viviamo".

Nel libro "Il potere delle informazioni. Comunicazione globale, Cyberspazio, Intelligence della conoscenza", pubblicato dal Sole 24 Ore, la prefazione è curata da Nicolò Pollari, Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza e Consigliere di Stato, già direttore del SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare), il servizio segreto militare italiano.

Nella prefazione di Pollari si legge: "Considero l'Autore di questo volume, Antonio Teti, come uno dei più autorevoli e costanti studiosi italiani in materia di Information & Communication Technology. Analizzando il percorso individuale di studi, di ricerca scientifica e poi di docenza del Teti - anch'esso presente e dunque reperibile e visibile in quello sconfinato "repository" di informazioni globale che è oggi la "Rete web" - non si può che rimanere "impressionati". E non solo per la lineare costanza di impegno professionale da lui sviluppato nello specifico campo di indagine qui in argomento (i sistemi e le reti informatiche, i mezzi di comunicazione, non solo cibernetici, e le tecnologie linguistiche e psicologiche di persuasione e/o manipolazione del pensiero), ma soprattutto per la elevatissima qualità ideativo/creativa e produttiva dimostrate fattivamente sula campo e riconosciute a livello internazionale. E' dunque con grande piacere e convinzione intellettuale che mi sento di rivolgere la seguente, viva esortazione: dedicate un pizzico del vostro prezioso tempo alla lettura di qualche pagina di questo nuovo libro di Antonio Teti: il resto verrà da sè! "Il potere delle informazioni" vi catturerà più di quanto non sappia già farlo la stessa Rete, se siete davvero appassionati del Web, di psicologia della comunicazione e di geopolitica ed intelligence internazionale. Questo libro, infatti, va dritto al "cuore" di quelli che sono i veri interessi e problemi, politici e geopolitici, globali oggi giorno in gioco, con l'avvento della Web Age".

Nella prefazione del libro "Open Source Intelligence & Cyberspace, La nuova frontiera della conoscenza", il Prof. Mario Caligiuri, docente dell'Università della Calabria, asserisce "Antonio Teti sta studiando da anni i tema dell'Intelligence, con un approccio prevalente sulla dimensione delle nuove tecnologie e sulle conseguenti molteplici ricadute. Il suo nuovo libro Open Source Intelligence & Cyberspace si distingue per l'impostazione divulgativa, che suscita una serie di considerazioni teoriche e culturali di notevole interesse. E' quindi con piacere che ospitiamo questo volume nella collana del Centro di Documentazione Scientifica sull'Intelligence dell'Università della Calabria."

Il libro Cyber “Espionage & Cyber Counterintelligence. Spionaggio e Controspionaggio Cibernetico” è stato particolarmente apprezzato dal generale David Petraeus, già comandante dell’United States Central Command direttore della Central Intelligence Agency (Cia). Con oltre 37 anni trascorsi nelle Forze armate statunitensi, e dopo aver diretto la Cia in uno dei periodi più complessi e difficoltosi dell’agenzia di intelligence statunitense, conseguendo tuttavia risultati importanti sul piano della lotta al terrorismo internazionale, attualmente Petraeus è presidente della KKR Global Institute, società di consulenza globale. Nel 2007 è stato inserito nella lista dei 100 leader più influenti al mondo dalla rivista Time e ha ricevuto numerose medaglie ed encomi dal Dipartimento di Stato americano, dalla Nato e dalle Nazioni Unite. Una delle peculiarità di Petraeus, esercitata nei diversi incarichi assunti, risiede nella scelta di circondarsi di collaboratori di altissima competenza strategica (detti i Petraeus' Thinkers, pensatori di Petraeus). Assiduo lettore dei libri di Teti, in materia di intelligence, Petraeus ha espresso un giudizio molto positivo sui contenuti del testo, in particolare per la trattazione di argomenti di grande attualità e per il livello tecnico.

Nel libro “Virtual Humint. La nuova frontiera dell’Intelligence”, la prefazione è stata curata dal Generale di Divisione Gianfranco Linzi, già Capo di Gabinetto dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI), nonché Direttore di GNOSIS, Rivista Italiana di Intelligence. In essa si legge:

“Antonio Teti è da sempre un esploratore. Di quelli che battono i confini più avanzati del futuro, raccolgono il seme dell’esperienza nuova in terre straniere e la rigenerano in Italia che delle novità non sempre è la prima epifania. Nel mondo complesso dell’intelligence, dove le ricombinazioni dei saperi sanno essere infinite e i confini tanto labili da perdersi, l’autore si cimenta da anni. Ne è prova l’ultradecennale impegno della sua penna sulle pagine di “Gnosis”, la rivista d’intelligence dell’Aisi che accoglie gli uomini di pensiero in equilibrio tra la necessità di uno sforzo dottrinario e l’utilità di una declinazione nella prassi, con occhi alla previsione e al futuribile. Così ha marcato come antesignano la figura del data scientist negli ambienti dell’informazione, la poliedricità di un open source che rischia di diventare una sorta di tela di Penelope stesa sull’orizzonte senza angoli del web. L’ultima fatica – che ho il piacere di introdurre – conferma e rilancia il pioneristico spirito dell’autore e lo fa nel caleidoscopico scorrere tra le pieghe del processo d’intelligence che viene sezionato sino a trovare il filo d’Arianna di un nuovo modello di ricerca. Già nel titolo, virtual humint, spariglia i castelli di carta di tante riflessioni «esperte» e sedimentate nel mondo dell’intelligence globale – e non solo – che hanno sinora sempre separato e opposto ciò che è tecnologico da ciò che è umano, con la prevalenza negli anni del primo, più operativamente economico e intrusivo, a fronte del rischioso e oneroso impiego di personale. Immaginiamo aree inaccessibili e ipercontrollate di guerra o in cui il controllo di gruppi criminali e terroristici è tanto adesivo da non consentire alcun avvicinamento fisico. La lunga mano della tecnica ha esteso ogni possibilità umana con effetti anche sul piano operativo. L’agente nascosto tra gli anfratti bui e maleodoranti di qualche porto ha speso mesi della sua vita e centinaia di sigarette nei polmoni per intercettare un naviglio avversario sul molo, misurandone con le palpebre stazza e capacità, memorizzandole con la velocità e l’affidabilità maturate in tanti anni d’esperienza e troppi corsi («cosa ricordi dell’immagine che ti ho fatto vedere per un solo secondo? Quale bandiera? Amico o nemico?»). Oggi quella memoria è naufraga nell’oceano di dati che tempestano la rotta della spia e il rischio non è più quello di non riuscire a raccogliere il dato ma di sopravvivere all’overload, di resistere alla furia della pesca a strascico che rende difficile distinguere ciò che vale dal suo contrario. Per questo s’affida oggi lo spionaggio alla fredda lama dell’algoritmo, anche se spesso non sai da che parte possa tagliare. Proprio la diffusione della tecnologia ha sofisticato i sistemi di difesa e di offesa che, in entrambi i casi, risultano assai più competitivi del tradizionale approccio «umano». Nel mondo dell’intelligence come in quello investigativo le strumentazioni «futuristiche» e le infinite opportunità informative del web, soprattutto rispetto all’intimità esposta dei social network che del target svelano insperate vulnerabilità, hanno reso le operazioni preventive e repressive sempre più efficaci e penetranti. Di contro, si è innescato un gioco competitivo tra difesa e attacco, in una spirale assorbente ed esasperante. Più s’affinano le armi più s’inducono i difensori ad adeguarvi strategie e strumenti e più si è costretti ad aggiornare nuovamente i mezzi offensivi, senza fine e senza speranza di arrivare mai a un definitivo traguardo. La digitalizzazione così diffusa ha certamente indotto la dottrina delle spie a sfruttare a proprio vantaggio le messe di dati a disposizione sull’obiettivo nel mondo virtuale. La coazione a ripetere che sottende all’uso dei mezzi di comunicazione – lo smart è oggi l’estensione dell’essere psico-sociale – rende vulnerabili criminali, affaristi, agenti avversari, terroristi ed eversivi. Tutti, nel tentativo di usare il web a proprio vantaggio, finiscono per tradirsi, per aumentare il rischio d’esporsi, aprono un canale che la risacca del flusso informativo – per necessità biunivoco – erode come breccia offerta al cavallo di Troia. L’autore va oltre il concetto di digitale quale spazio di potenziamento delle opportunità e delle vulnerabilità dell’ambiente analogico e umano. Esso, infatti, si protende oltremisura e diventa il tavolo da gioco e finanche il gioco stesso. I due fattori, tecnologico e umano, sono letti in una prospettiva dicotomica, diarchica, tutt’altro che contrappositiva ma, nel rispetto delle differenze, ne vengono valorizzate le connessioni nelle cause e negli effetti. Attraverso interdipendenze soffuse e velenose. Come in un quadro di Magritte o sul tavolo di giochi online gli scenari dello spionaggio sfumano in un daydream che ripete il tormento dell’essere e il pavesiano mestiere del vivere, in una ri-creazione che del reale rompe i limiti e del possibile sperimenta tutte le contraddizioni. Antonio Teti ben chiarisce nei suoi capitoli iniziali le tappe forzate dell’anabasi umana verso il virtuale, verso quel Caos che è privato oggi delle àncore greche del mito ed è disperso nella terra mendace e astuta di un moderno Nessuno. È un processo antico che segue le pietre miliari dell’evoluzione della comunicazione e dell’informazione. Già Marc Augé ammonisce che «è il nuovo regime di finzione ad affliggere oggi la vita sociale, a contaminarla e a penetrarla al punto da farci dubitare di essa, della sua realtà, del suo senso e delle categorie (l’identità, l’alterità) che la costituiscono e la definiscono»[1]. Ci immergiamo nel grembo del nuovo e ci reinventiamo con mille nomi, ordalia identitaria che del serpente del Laocoonte ha la stessa potenza divina e distruttiva fatalità. «Non c’è infatti un angolo del pianeta o un momento nelle nostre esistenze in cui non siamo all’interno di mondi informativi immaginati creati a loro volta da “comunità immaginate” dove non conta la realtà dei fatti, ma solo l’intensità di coinvolgimento, la narrazione del fatto, la disposizione a credere in un certo significato. Badate, ho detto “mondi immaginati” e “comunità immaginate” e non immaginari / immaginarie. È una distinzione importante perché significa che pur non essendo nel “qui e ora” questi mondi di informazione e le conseguenti comunità, con le realtà di vita o di senso di cui sono portatrici, esistono. Sono talmente immaginati da essere veri, significativi, presenti. Pensate a tutti i gruppi di cui fate parte e alle diverse identità narrative che assumete nel partecipare alla vita sociale di quei sodalizi»[2]. In questo mondo di apparenze viventi l’agente del moderno spionaggio non cala la propria ludica canna da pesca, non si lancia in acrobatici tuffi per tornare subito a riva, non pone sul cavalletto l’obiettivo della sua ipertecnologica macchina fotografica. L’agente vi si immerge e lì rimane: diventa giocatore tra i giocatori, si nutre dell’atmosfera dopata della rete, ne insegue i nodi e ne costruisce altri, abbraccia e soffre e vive le mille vite degli altri. Nell’ascolto sommerso del deep e del dark entra nell’anima molteplice del suo target e gioca il combattimento di maschere che rende l’humint l’arte vera dello spionaggio. Come nel reale, nulla è improvvisato, l’esperienza diventa metodo e poi disciplina sino a segnare la rotta di una dottrina. Nella subacquea tenzone del vhumint si studia, s’improvvisa, si prepara, si analizza, si preconizza, s’intravede, si cerca quel bilico che serva da leva motivazionale, si costruisce l’esercito volontario di una rete operativa da gestire. Questo s’intravvede dietro le pagine così ben disegnate dall’autore che del caos cerca lo scheletro che lo possa rendere visibile e gestibile. Non voglio spingermi oltre, perché le mie parole siano solo un coro che prepari all’opera di Teti. Con una semplice raccomandazione. La vhumint non deve dimenticare le lezioni che l’humint ha imparato nei secoli. Lo strumento non deve perdere mai il senso dell’umanità che trascende i cerchi danteschi del web, cerchi non solo infernali ma anche poetici e spesso carichi di forza vitale positiva. Per questo deve superare l’autoreferenzialità che spesso anima certi ambienti fortemente digitalizzati e tecnologizzati, anche quelli abitati dall’intelligence come dalle organizzazioni di polizia. Utile è ricordare un passo di Cathy O’Neil: «Le applicazioni matematiche che facevano girare l’economia dei dati si basavano su scelte di esseri umani fallibili i quali senza dubbio, in molti casi, erano animati dalle migliori intenzioni. Ciò nonostante, molti di questi modelli avevano codificato il pregiudizio umano, l’incomprensione e l’errore sistematico nei software che controllano ogni giorno di più le nostre vite. Come fossero divinità, questi modelli matematici erano misteriosi e i loro meccanismi invisibili a tutti, tranne che ai sommi sacerdoti della materia: matematici e informatici. I loro giudizi – anche se sbagliati o pericolosi – erano incontestabili e senza appello. E se da una parte penalizzavano i poveri e gli oppressi della nostra società, dall’altra aiutavano i ricchi ad arricchirsi sempre di più. Ho trovato un nome per questo genere di modelli negativi: li chiamo “armi di distruzione matematica”»[3]. Il fideismo nella tecnologia non deve tacere l’importanza dell’uomo – e dell’humint – nella gestione delle grandi criticità o delle migliori opportunità anche nelle geografie funzionali e in quelle virtuali. Perché l’intelligence è e sarà sempre votata alla sicurezza nazionale e sotto questa voce declina la pluralità delle sue azioni (tecniche e umane), in qualsiasi campo di battaglia, con qualsiasi amico o nemico. Chiudo ricordando una frase di Carlo Goldoni, che scherzosamente dedico all’Amico Teti e al lettore: «Se scrivessi la verità non mi crederebbero. Dunque devo scrivere il verosimile»[4].

 

[1] M. Augè, La guerra dei sogni. Esercizi di etno-fiction, Elèuthera, Milano 2012.

[2] A. Fontana, Io credo alle sirene, come vivere (e bene!) in un mare di fake news, Hoepli, Milano 2017.

[3] C. O’Neil, Armi di distruzione matematica, Bompiani, Milano 2016

[4] L. De Biase, T. Pievani, Come Saremo, Storie di umanità tecnologicamente modificata, Codice Edizioni, Torino 2016.